Droni e forze dell’ordine: come la tecnologia sta cambiando la sicurezza
I droni stanno assumendo un ruolo sempre più importante nelle attività delle forze dell’ordine. Questi sistemi a pilotaggio remoto non sono più utilizzati soltanto per riprese aeree o attività sperimentali, ma vengono integrati in operazioni di controllo del territorio, ricerca di persone scomparse, gestione dell’ordine pubblico, raccolta di immagini e supporto alle emergenze.
Il loro principale vantaggio è la possibilità di ottenere rapidamente una visione dall’alto di un’area senza dover necessariamente ricorrere a un elicottero. Un drone può decollare in pochi minuti, raggiungere zone difficili da attraversare e trasmettere immagini in tempo reale alle sale operative e agli agenti impegnati sul campo.
In Italia l’evoluzione è particolarmente significativa. Nel maggio 2024 il Ministero dell’Interno ed ENAC hanno sottoscritto un protocollo per disciplinare l’impiego dei droni da parte delle forze di polizia nel controllo del territorio, nella gestione dell’ordine pubblico, nel contrasto al terrorismo e nella prevenzione di reati di criminalità organizzata e ambientale. L’accordo individua anche caratteristiche tecniche differenti in funzione degli scenari operativi.
Dalla sorveglianza del territorio alla gestione delle emergenze
Uno degli impieghi più immediati dei droni è la sorveglianza aerea. Durante manifestazioni, eventi sportivi, concerti o situazioni caratterizzate dalla presenza di grandi folle, un sistema unmanned può fornire agli operatori una prospettiva complementare rispetto alle telecamere installate a terra.
Un esempio italiano risale al Festival di Sanremo del 2017, quando la Polizia di Stato utilizzò un esacottero per controllare dall’alto l’area del Teatro Ariston. Il sistema era dotato di una telecamera stabilizzata con zoom ottico e trasmetteva le immagini alla sala operativa. L’impiego del drone venne indicato anche come alternativa meno onerosa rispetto all’utilizzo continuativo di un elicottero.
Oggi le possibilità sono molto più ampie. I droni possono essere equipaggiati con telecamere ad alta risoluzione, zoom ottico, sensori termici e sistemi per la visione notturna. Queste tecnologie permettono di osservare aree estese, individuare fonti di calore e raccogliere informazioni utili agli operatori senza esporre immediatamente il personale a situazioni potenzialmente pericolose.
Un altro settore particolarmente importante è la ricerca di persone scomparse. In questo caso il drone può coprire rapidamente vaste superfici e operare in zone boschive, montuose o impervie. I sensori termici possono inoltre aiutare a individuare una persona durante le ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità, anche se la vegetazione e il terreno possono limitarne le prestazioni.
Droni con termocamere, zoom e intelligenza artificiale
L’evoluzione tecnologica sta trasformando il drone da semplice telecamera volante a vera e propria piattaforma di osservazione. Le termocamere consentono di rilevare differenze di temperatura, mentre gli obiettivi con zoom permettono agli operatori di esaminare dettagli a distanza mantenendo il velivolo lontano dalla zona interessata.
A queste capacità si aggiungono sempre più spesso software per l’analisi delle immagini e strumenti basati sull’intelligenza artificiale. In prospettiva, gli algoritmi possono aiutare a identificare automaticamente determinati elementi all’interno di una scena, segnalando all’operatore possibili anomalie o situazioni che richiedono maggiore attenzione.
Un esempio concreto arriva dall’Australia. Nel 2026 la polizia della Gold Coast ha utilizzato droni dotati di sensori a infrarossi, sistemi per la mappatura termica e telecamere ad alto ingrandimento durante operazioni di ricerca in territori particolarmente difficili. In una vasta ricerca condotta nell’area del Mount Cougal, i droni hanno contribuito a coprire rapidamente decine di chilometri quadrati di terreno accidentato.
Un altro esempio riguarda il Regno Unito. A Londra la Metropolitan Police ha avviato il programma Drone as First Responder, basato sulla possibilità di far decollare rapidamente droni da strutture dedicate per fornire immagini in tempo reale agli operatori. L’obiettivo è migliorare la conoscenza della situazione prima dell’arrivo delle pattuglie, supportando interventi relativi a reati, persone scomparse e raccolta di elementi utili alle indagini.
Incidenti, criminalità e raccolta delle prove
Il drone può diventare anche uno strumento utile nella gestione delle scene del crimine e degli incidenti. Una ripresa dall’alto permette di documentare la configurazione di un’area, ricostruire la posizione dei veicoli coinvolti in un incidente stradale e creare una rappresentazione digitale dello scenario.
La fotogrammetria consente, quando le condizioni operative lo permettono, di trasformare una serie di fotografie in modelli tridimensionali. Il risultato può essere utilizzato per effettuare misurazioni, analizzare distanze e conservare una documentazione digitale più completa rispetto alla sola fotografia tradizionale.
I droni possono inoltre essere impiegati per controllare aree difficilmente accessibili, supportare operazioni investigative e fornire agli operatori una maggiore consapevolezza della situazione prima di entrare in un determinato ambiente.
In questo contesto, però, è importante sottolineare che il drone non sostituisce gli agenti. Il suo compito è fornire informazioni e aumentare la sicurezza del personale. La decisione operativa rimane affidata agli operatori qualificati, che devono interpretare le immagini tenendo conto del contesto.
In Italia cresce l’integrazione tra droni e sicurezza pubblica
Il percorso italiano dimostra come l’impiego degli UAS stia diventando progressivamente più strutturato. Il protocollo tra Ministero dell’Interno ed ENAC ha infatti l’obiettivo di definire procedure e requisiti tecnici per differenti scenari, coinvolgendo Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Amministrazione penitenziaria.
La tecnologia viene inoltre utilizzata in maniera sempre più integrata con altri sistemi. Nel 2026, per esempio, una sperimentazione condotta a Bari ha testato VISTA, un sistema basato su drone, trasmissione video in tempo reale e algoritmi di intelligenza artificiale per fornire assistenza visiva durante le prime fasi dei soccorsi stradali.
La stessa logica di integrazione riguarda i Vigili del Fuoco e le strutture di protezione civile. Nel 2026 una dimostrazione operativa organizzata in Umbria ha coinvolto, insieme ai nuclei specializzati nei droni, personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale, del 118 e della Protezione Civile, mostrando come i dati raccolti dall’alto possano diventare parte di un sistema più ampio di gestione dell’emergenza.
Privacy, sicurezza e regole restano fondamentali
L’aumento dell’impiego dei droni nelle attività di polizia porta però con sé anche questioni delicate. Un sistema dotato di telecamere ad alta risoluzione può raccogliere una grande quantità di informazioni e, proprio per questo, il suo utilizzo deve essere accompagnato da procedure chiare, formazione degli operatori e rispetto della normativa sulla privacy.
La tecnologia deve inoltre essere inserita all’interno delle regole che disciplinano l’uso dello spazio aereo e la gestione dei dati. Nel 2024 ENAC e Polizia di Stato hanno rinnovato il protocollo di collaborazione per facilitare l’individuazione di droni potenzialmente ostili e consentire alle sale operative delle Questure di accedere alle informazioni disponibili su droni e piloti per finalità di pubblica sicurezza.
Il futuro dei droni per le forze dell’ordine sarà quindi legato non soltanto all’autonomia di volo o alla qualità delle telecamere, ma soprattutto alla capacità di integrare sensori, intelligenza artificiale, comunicazioni in tempo reale, cartografia digitale e sistemi di comando all’interno di procedure operative affidabili.
Il drone come nuovo strumento per la sicurezza
Dal controllo delle folle alla ricerca di persone scomparse, dalla documentazione degli incidenti al supporto nelle emergenze, i droni stanno diventando una componente sempre più concreta delle attività di sicurezza pubblica. Il loro valore non consiste semplicemente nel poter “volare”, ma nella capacità di portare rapidamente informazioni dall’alto direttamente a chi deve prendere decisioni.
La sfida dei prossimi anni sarà trovare il giusto equilibrio tra innovazione, efficacia operativa, sicurezza e tutela dei cittadini. Se utilizzati con regole precise e personale adeguatamente formato, i droni possono rappresentare un importante moltiplicatore di capacità per le forze dell’ordine, riducendo i rischi per gli operatori e migliorando la rapidità con cui vengono affrontate le situazioni più complesse.

